venerdì 19 dicembre 2008

NATALE IN POLONIA

In Polonia con qualche giorno di anticipo, si preparano i cibi tradizionali e le decorazioni.
Tutte le strade e negozi sono addobbati di luci brillanti, alberi di natale e presepi di tutti tipi. Spuntano colorate bancarelle e si sentono dei gioiosi canti natalizi "kolendy".La gente visita le chiese per ammirare i bellissimi presepi.A Kracovia si svolge una gara per il presepe più bello.
In giorno della Vigilia di Natale c'è eccitazione in aria, che continua a crescere e cresce fino alla prima stella,che appare nel cielo. Quindi la festa per commemorare la nascita di Gesù Bambino inizia. Da questo momento tutti i membri della famiglia si riuniscono intorno al tavolo, coperto con tovaglia bianca con un sottile strato di fieno sotto di essa (in memoria del Dio bambino nato nella mangiatoia).


La cena "Kolacja Wigilijna" è senza carne e contiene 12 pietanze , come i 12 Apostoli. Si lascia sempre libero un posto apparecchiato in più, pensando al Cristo. Dopo la cena, arriva Babbo Natale "Sw.Mikolaj" che porta i regali e si va alla messa di mezzanotte "Pastorka".

Prima però di sedersi a tavola, tutti commensali rompono la tradizionale "Oplatek" (simile a ostia nella Chiesa cattolica romana) e la spezzano tra loro con uno scambio di auguri. Questo momento è molto singolare per il mio popolo. E' la quintessenza del Natale Polacco. " Oplatek " è il pane d'amore, di pace, di amicizia e di perdono.
"Oplatek" viene anche inviato per posta ai membri assenti della famiglia. E' arrivato anche a me, e vorrei dividerlo con voi, con i miei più affettuosi e sinceri

AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO

domenica 14 dicembre 2008

IL MIO PIATTO E' PRONTO

Terminata la cottura che dura dalle 9 alle 12 ore si lascia il forno semiaperto per raffreddare gradualmente i nostri oggetti, che finalmente si possono ammirare in tutto il loro splendore e bellezza.

Come potete vedere gli elementi in alto sul mio piatto che prima risultavano neri , ora hanno acquistato un bel verde e le alette viola del drago ora splendono di un blu scuro. Il piatto non presenta nessun difetto , ma nel caso contrario si può sempre "ritoccare", cioè pitturare sopra e mettere di nuovo nel forno.

In ogni fase di lavorazione della ceramica è possibile ritrovare la stessa gestualità e le stesse tecniche che un tempo furono proprie di culture ormai scomparse. Nell'antichità gli oggetti venivano cotti a cielo aperto in buche poco profonde, coperte da materiale combustibile e fatti cuocere per diverse ore.
Oggi si usano i forni a gas ed elettrici di varie grandezze.
Però in tutti e due i casi, per evitare lo shock termico, che causa la rottura degli oggetti, bisogna riscaldare il forno in modo graduale e lento.La fase di preriscaldamento è indispensabile e necessaria per tutte le cotture sia con forno a cielo aperto, elettrici che a gas.

La cottura può essere: riducente o ossidante, a seconda del minore (riducente) o maggiore (ossidante) apporto di ossigeno al fuoco durante la cottura.I differenti risultati si notano sugli oggetti che cotti in ambiente riducente tendono a caratterizzarsi per il loro nerastro, gli altri per il colore rossastro.

La ceramica si può dipingere anche a freddo, con colori appositi che si applicano direttamente sulla superficie dell'oggetto verniciato, o su creta cruda rivestita da smalto bianco.L'unica notevole differenza con la cottura a "caldo" è che oggetti cosi decorati non possono essere utilizzati per contenere alimenti perché possono essere tossici.

Nei prossimi post vi racconterò come ottenere particolari effetti cromatici iridescenti:
giallo oro, rosso rubino e argento.

mercoledì 3 dicembre 2008

LA SECONDA COTTURA

Il mio piatto è pronto per essere nuovamente infornato, per una seconda cottura.
Ma non potevo metterlo subito al forno, perchè conteneva ancora troppa umidità e si poteva spaccare in fase di cottura. Ho aspettato qualche giorno per farlo asciugare a temperatura ambiente. Il tempo di asciugatura dipende dalla stagione.Mentre in estate bastano pochi giorni, in inverno serve un periodo più lungo.

Tutti questi
piccoli accorgimenti che vi ho segnalati durante tutta la lavorazione sembrano soltanto apparentemente poco importanti, ma non osservati possono causare durante la cottura dei danni, come i buchi, le sbavature del colore o addirittura la rottura degli oggetti. Cosi tutto il lavoro potrebbe diventare inutile.

Lo scopo della seconda cottura detta "bello" è di fondere lo smalto, i colori applicati dopo la prima cottura, fissare la decorazione, impermeabilizzare e acquistare la durezza. Avviene ad una temperatura del forno a circa 920-940° C a seconda i fondenti utilizzati .

Per seguire la temperatura del forno si inseriscono all' interno di esso dei coni pirometrici che costituiscono una guida attendibile e pronta per il controllo della temperatura del forno.

I coni non sostituiscono le termocoppie per il rilevamento della temperatura all'interno del forno ma vengono utilizzati per tarare gli strumenti di misurazione e controllare la temperatura nei diversi punti del forno.

Di solito si usano tre coni di numeri consecutivi, con al centro il cono della temperatura voluta: il cono con la punta a livello della base segna l' esatta temperatura voluta.
E' opportuno fissare i coni con poco impasto di argilla ed essiccarli prima di metterli nel forno per evitare che l' umidità influisca negativamente sul comportamento di essi.

La buona riuscita della cottura dipenderà non solo dai tempi e modi di raggiungimento della temperatura e del suo raffreddamento ma anche dalla distribuzione dei pezzi inseriti all'interno del forno. Gli oggetti devono essere distanziati tra loro per evitare che si attacchino.

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