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lunedì 19 maggio 2014

La tecnica di lavorazione della ceramica : lustro





Lustro è  una speciale tecnica di lavorazione e della cottura della ceramica,  che produce effetti cromatici iridescenti  di  colore 
giallo oro, rosso rubino e argento.
E' una arte della tecnica davvero particolare e antichissima di origine mediorientale che giunge in Italia nella metà del Quattrocento. 

Serviva ai maestri dell' epoca e ancora adesso ad impreziosire ancor più gli oggetti gia artisticamente validi, per renderli unici, vere opere d'arte Grazie agli scambi con la Spagna e con l’isola di Maiorca, da cui anche il nome maiorica,  poi maiolica, che nel Rinascimento indicava la sola ceramica lustrata.



Si tratta di applicare con pennello un impasto chiamato poltiglia  sulle superfici di oggetti già finiti, smaltati e cotti, di solito negli spazi appositamente lasciati già dal pittore al momento della decorazione.









Tutti gli ingredienti della poltiglia :
aceto di rame,
nitrato di bismuto,
nitrato d' argento,
ocra gialla,

si mettono in una giara con delle palline di porcellana e si devono girare (macinare) per 24 ore, ma ovviamente le dosi dell' impasto sono segrete.....Così preparati, gli oggetti vengono infornati e cotti per la terza volta.Questa volta la temperatura deve essere molto più bassa : 650gradi C, e dopo due ore e mezzo bisogna mettere nel forno ...
le ginestre,
unghie del cavallo,
colla della pianta greca,
naftalina,
cioè le sostanze fumogene.

Questo provoca (e anticamente provocava) all interno del forno o fornace la formazione di atmosfera riducente quindi carenza di ossigeno cosicché i sali metallici durante la fase di rammollimento dello smalto penetravano dando luogo alla particolare colorazione “oro” o  “rosso rubino”.

Dopo la cottura e un lento raffreddamento, il piatto viene ripulito dai residui dell’impasto e di fumo rimasti in superficie.



Curiosita'
Quando la tecnica del lustro, non era ancora molto conosciuta, gli artigiani che la effettuavano erano considerati degli stregoni. Per fare il forno aspettavano le condizioni atmosferiche migliori, il vento giusto, osservavano le fasi lunari e custodivano gelosamente i segreti della buona riuscita della loro arte.



                                                                                                                              
                                                                                         Ceramica Marta

mercoledì 7 gennaio 2009

LUSTRO


Un’altra tecnica da segnalare è una speciale cottura, che produce effetti cromatici iridescenti :
lustro


E' una tecnica davvero particolare di origine mediorientale. Serviva ad impreziosire  gli oggetti gia' artisticamente validi,  per renderli unici.



Si  tratta di applicare con pennello un impasto chiamato poltiglia sulle superfici di oggetti già finiti, smaltati e cotti, di solito negli spazi appositamente lasciati già  dal  pittore al momento della decorazione.



Gli oggetti cosi preparati vengono infornati e cotti per la terza volta.Questa volta la temperatura deve essere molto più bassa : 650 gradi C, e dopo due ore e mezzo bisogna mettere nel forno le sostanze fumogene.



Questo provoca  al  interno del forno  la formazione di atmosfera riducente, quindi carenza di ossigeno cosicché i sali metallici durante la fase di rammollimento dello smalto penetravano dando luogo alla particolare colorazione “oro” o “rosso rubino”






Da ricordare che la prima cottura avviene intorno ai 1000°C circa, la seconda cottura intorno ai 920°C circa e così via per altre cotture a gradazioni sempre più basse.


domenica 14 dicembre 2008

IL MIO PIATTO E' PRONTO

Terminata la cottura che dura dalle 9 alle 12 ore si lascia il forno semiaperto per raffreddare gradualmente i nostri oggetti, che finalmente si possono ammirare in tutto il loro splendore e bellezza.

Come potete vedere gli elementi in alto sul mio piatto che prima risultavano neri , ora hanno acquistato un bel verde e le alette viola del drago ora splendono di un blu scuro. Il piatto non presenta nessun difetto , ma nel caso contrario si può sempre "ritoccare", cioè pitturare sopra e mettere di nuovo nel forno.

In ogni fase di lavorazione della ceramica è possibile ritrovare la stessa gestualità e le stesse tecniche che un tempo furono proprie di culture ormai scomparse. Nell'antichità gli oggetti venivano cotti a cielo aperto in buche poco profonde, coperte da materiale combustibile e fatti cuocere per diverse ore.
Oggi si usano i forni a gas ed elettrici di varie grandezze.
Però in tutti e due i casi, per evitare lo shock termico, che causa la rottura degli oggetti, bisogna riscaldare il forno in modo graduale e lento.La fase di preriscaldamento è indispensabile e necessaria per tutte le cotture sia con forno a cielo aperto, elettrici che a gas.

La cottura può essere: riducente o ossidante, a seconda del minore (riducente) o maggiore (ossidante) apporto di ossigeno al fuoco durante la cottura.I differenti risultati si notano sugli oggetti che cotti in ambiente riducente tendono a caratterizzarsi per il loro nerastro, gli altri per il colore rossastro.

La ceramica si può dipingere anche a freddo, con colori appositi che si applicano direttamente sulla superficie dell'oggetto verniciato, o su creta cruda rivestita da smalto bianco.L'unica notevole differenza con la cottura a "caldo" è che oggetti cosi decorati non possono essere utilizzati per contenere alimenti perché possono essere tossici.

Nei prossimi post vi racconterò come ottenere particolari effetti cromatici iridescenti:
giallo oro, rosso rubino e argento.

mercoledì 3 dicembre 2008

LA SECONDA COTTURA

Il mio piatto è pronto per essere nuovamente infornato, per una seconda cottura.
Ma non potevo metterlo subito al forno, perchè conteneva ancora troppa umidità e si poteva spaccare in fase di cottura. Ho aspettato qualche giorno per farlo asciugare a temperatura ambiente. Il tempo di asciugatura dipende dalla stagione.Mentre in estate bastano pochi giorni, in inverno serve un periodo più lungo.

Tutti questi
piccoli accorgimenti che vi ho segnalati durante tutta la lavorazione sembrano soltanto apparentemente poco importanti, ma non osservati possono causare durante la cottura dei danni, come i buchi, le sbavature del colore o addirittura la rottura degli oggetti. Cosi tutto il lavoro potrebbe diventare inutile.

Lo scopo della seconda cottura detta "bello" è di fondere lo smalto, i colori applicati dopo la prima cottura, fissare la decorazione, impermeabilizzare e acquistare la durezza. Avviene ad una temperatura del forno a circa 920-940° C a seconda i fondenti utilizzati .

Per seguire la temperatura del forno si inseriscono all' interno di esso dei coni pirometrici che costituiscono una guida attendibile e pronta per il controllo della temperatura del forno.

I coni non sostituiscono le termocoppie per il rilevamento della temperatura all'interno del forno ma vengono utilizzati per tarare gli strumenti di misurazione e controllare la temperatura nei diversi punti del forno.

Di solito si usano tre coni di numeri consecutivi, con al centro il cono della temperatura voluta: il cono con la punta a livello della base segna l' esatta temperatura voluta.
E' opportuno fissare i coni con poco impasto di argilla ed essiccarli prima di metterli nel forno per evitare che l' umidità influisca negativamente sul comportamento di essi.

La buona riuscita della cottura dipenderà non solo dai tempi e modi di raggiungimento della temperatura e del suo raffreddamento ma anche dalla distribuzione dei pezzi inseriti all'interno del forno. Gli oggetti devono essere distanziati tra loro per evitare che si attacchino.

sabato 15 novembre 2008

PRIMA DI PITTURARE

Dopo la smaltatura su tutti gli oggetti immersi nello smalto sono presenti i buchi lasciati dalla pinza usata per tenerli. Allora devo chiuderli con cura, con il pennello e lo stesso smalto e poi lisciarli delicatamente con le dita per livellare la superficie.
Ora posso fare lo spolvero che ho preparato precedentemente. Quindi appoggio sul mio piatto il foglio con il disegno nella posizione centrale. Importante è mettere la parte ruvida rivolta verso l'alto, per non graffiare lo smalto presente sul piatto. Con una mano tengo fermo il disegno e l'altra batto il piatto con batuffolo di cotone fittissimo, contenente il carbone. Per fare questa operazione, per non respirare la polvere di carbone si deve mettere
sula bocca e il naso una mascherina. Ottenuto in questo modo lo scheletro del disegno, mi aiuta a non sbagliare e facilita il lavoro. Bisogna considerare, che le correzioni non fatte bene si vedono dopo la cottura.
Un importante elemento per decorare è la luce.
Solo la luce del giorno mi permette di giocare con la luce del disegno.Tutti i particolari vengono decisamente meglio e lavoro con più efficacia. E per sviluppare una bella linea, morbida e sicura, bisogna stare comodi. Si può appoggiare la mano sul un manico di legno, come fa una mia amica, oppure mettere la mano sul'altra, come faccio io.
E' necessario avere la sedia morbida e comoda con possibilità di appoggiare bene la schiena. Io ho anche appoggia piedi. Quando si è scomodi e mal organizzati, ci si stanca prima, si fa più fatica e alla fine si ottengono scarsi risultati
. Sono tutti piccoli, ma indispensabili accorgimenti per poter creare la nostra ceramica con passione, perché la passione è la fonte del successo!




sabato 25 ottobre 2008

LA PRIMA COTTURA


Dopo la fase dell'essiccazione, finalmente i nostri oggetti sono pronti per la prima cottura.Una volta venivano cotti con i forni a legna ma era troppo rischioso e lento.Oggi si usano i forni elettrici e a gas, che possono andare oltre i 1000°C. Dopo la prima cottura che dura 5 ore circa i nostri oggetti allo stato di “biscotto” hanno un colore rosato e una struttura consistente e porosa .