Vuol dire "godimento della libertà". E un antica tecnica di origine giapponese con la quale vengono foggiati oggetti unici, una forma espressiva ricca di personalità e coinvolgimenti filosofici. Nel sedicesimo secolo i Giaponesi usavano la ceramica raku per servire il tè.Oggi la ceramica raku ha una forma semplice e nonostante che quello americano è più vigoroso, mantiene comunque la sua caratteristica di semplicità, naturalezza e libertà.
La lavorazione
La ceramica raku durante la cottura viene sottoposta a stress e tensioni di riscaldamento e raffreddamento rapidi. Ed per questo deve avere le particolari caratteristiche da poter resistere allo shock termico. Quindi si usa l'argilla ricca di materiale refrattario (allumina e silice) resistibile alle tensioni che si creano durante la riduzione. Il materiale usato è meno plastico, meno lavorabile e ha anche dei limiti alle dimensioni e complessività del oggetto. Può essere lavorato al tornio, colombino e a mano.
La decorazione
Il raku non dà mai risultati certi, buona parte del risultato è dato dal caso anche se, con l’esperienza e la pratica, si può arrivare a un buon grado di consapevolezza di ciò che si otterrà.
Gli smalti utilizzati sono caratterizzati da un basso punto di fusione.
Le parti non smaltate dei manufatti reagiranno alla riduzione assumendo una colorazione grigia o nera a seconda della riduzione subita.
La riduzione
La riduzione è il momento della lavorazione più emozionante, spettacolare e in parte imprevedibile.
Il raku moderno è diverso rispetto a quello inventato in Giappone, infatti i ceramisti Giapponesi, al momento della fusione degli smalti, estraevano il pezzo dal forno e lo lasciavano raffreddare all’aria o immergendolo nell’acqua. Oggi, dopo l’estrazione, si sottopone l'oggetto ad una forte riduzione mettendolo immediatamente in un contenitore con della segatura, foglie secche, carta o altro materiale combustibile. Dopo si richiude tutto e lascia raffreddare.
Si può variare la riduzione aprendo in parte il coperchio oppure bloccarla, immergendo l’oggetto in acqua.
Per ottenere splendidi lustri metallici (come sulla foto del mio vaso) bisogna aggiungere allo smalto circa il 2% di nitrato d’argento e mettere l'oggetto immediatamente in riduzione dopo l’estrazione.
La temperatura di estrazione è intorno ai 1000°C.
